“Restare inermi nelle mani di certa gente sarebbe una pessima idea.” Stretti dagli eccessi della “tecnodestra” statunitense, in cui non è mai chiaro quanto sia calcolo politico e quanto sia da attribuire ai capricci dei suoi protagonisti, ci troviamo costretti a ridefinire (e reimmaginare) il nostro rapporto con lo spazio pubblico, cognitivo e culturale, da proteggere in un ambiente dominato da piattaforme private e logiche estrattive.
Il nuovo editoriale di Alessio Petralli per il Corriere del Ticino tocca alcuni nodi ormai centrali del dibattito contemporaneo: il potere delle piattaforme, la violenza simbolica del linguaggio politico, la tutela dei più giovani e il ruolo che l’Europa può (e deve) giocare nella definizione delle proprie regole.
Sono interrogativi che attraversano anche il Premio Möbius e che saranno al centro dell’edizione 2026, in programma 1–2–3 ottobre 2026, dedicata al tema “Per una sovranità digitale umanista, svizzera ed europea”.
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Articolo di Alessio Petralli
Corriere del Ticino, 9.2.2026