C’è un filo che attraversa molte discussioni contemporanee sul digitale, anche quando non viene nominato esplicitamente: la questione dell’autonomia. Autonomia dell’informazione, delle infrastrutture culturali, dei linguaggi con cui comprendiamo ciò che usiamo ogni giorno. È un filo che passa tanto dai media quanto dalle tecnologie, tanto dalle istituzioni quanto dalle interfacce.
Negli ultimi anni il digitale ha smesso di essere un ambito separato. È diventato l’ambiente dentro cui si formano opinioni, si costruiscono narrazioni, si trasmette conoscenza. In questo contesto, l’informazione non è più solo una questione di contenuti, ma di condizioni: chi decide cosa circola, con quali logiche, attraverso quali piattaforme, e con quali garanzie di affidabilità e pluralismo. Allo stesso tempo, il modo in cui interagiamo con la tecnologia (attraverso linguaggi, metafore, sistemi sempre più “naturali” e opachi) incide profondamente sulla nostra capacità di comprenderla e di esercitare un controllo consapevole.
I due interventi di Alessio Petralli pubblicati sul Corriere del Ticino si muovono dentro questo spazio, affrontandolo da angolazioni diverse ma comunicanti. Da un lato, il rapporto tra servizio pubblico, media e democrazia in un ecosistema informativo fragile e sempre più esposto a dinamiche esterne. Dall’altro, lo sguardo lungo sulle trasformazioni tecnologiche e linguistiche che, nel giro di pochi decenni, hanno modificato il nostro modo di accedere al sapere, di comunicare e persino di pensare il rapporto tra umano e macchina.
In questo intreccio di piani (informativo, culturale, tecnologico) emerge un insieme di interrogativi che vanno oltre i singoli ambiti affrontati. È qui che prende forma la questione della sovranità digitale, che ci accompagnerà verso la trentesima edizione del Premio Möbius: una riflessione di fondo sull’autonomia delle società nel tempo delle piattaforme, dei sistemi informativi globali e delle tecnologie che modellano il linguaggio e la comprensione.
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Sovranità, RSI e Federalismo - CdT 19.1.2026
Plurilingua, Una rubrica quarantenne - CdT 17.1.2026

