Premio Möbius Multimedia Lugano 2026

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Uno sguardo completo sul Premio Möbius 2026 “La mente contesa”

Tre giorni di incontri, premi e confronti per interrogarsi sul nostro rapporto con le tecnologie digitali. Uno sguardo completo alla trentesima edizione del Premio Möbius, dall’autonomia personale alla sovranità digitale, fino all’intelligenza artificiale e al quantum computing.

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Premio M
Tutti i premiati del Möbius 2026

Dalla medicina all’intelligenza artificiale e all’arte digitale: si sono concluse le premiazioni del Möbius 2026. Scopri tutti i vincitori della trentesima edizione.

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Curioni al Möbius: il computer quantistico è a Lugano

Dal calcolo di nuove molecole ai grandi problemi di ottimizzazione: Alessandro Curioni al Möbius 2026 racconta cosa potrà cambiare con il quantum e perché Lugano entra in questa storia.

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Tutte le immagini della trentesima edizione del Premio Möbius

Immagini dei momenti più significativi delle due giornate, 2 e 3 ottobre 2026, dedicate alla trentesima edizione del Premio Möbius, svoltasi nell’Aula magna dell’USI di Lugano.

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I media e noi: una relazione affettiva

«Quando il Premio Möbius è nato, il digitale era ancora soprattutto una promessa e un territorio da esplorare. Trent’anni dopo, la questione non è più se la tecnologia cambierà la nostra vita, ma quale rapporto vogliamo costruire con sistemi ormai integrati nell’informazione, nella comunicazione, nella cultura, nella medicina e nelle attività quotidiane».

 

Azione

30.9.2026

Rassegna stampa
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Trent'anni di Premio Möbius

Torna a Lugano dal 1. al 3 ottobre la manifestazione che riflette su sovranità digitale, algoritmi e intelligenza artificiale - Tra gli ospiti Bruno Giussani, Walter Siti, Eleonora Benecchi, Massimo Bray, Derrick de Kerckhove, Luca De Biase, Maria Grazia Giuffreda e Gino Roncaglia.

 

Corriere del Ticino, 16.9.2026

Rassegna stampa
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Al Möbius 2026 la lotta per una sovranità digitale

C’è un punto che negli ultimi anni è diventato difficile ignorare: il modo in cui pensiamo non è più un fatto esclusivamente individuale.

 

La Trentesima edizione del Premio Möbius si terrà il 1-2-3 ottobre a Lugano.

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La mente contesa

1-2-3 ottobre 2026, USI Lugano

 

Pensare è sempre stato un atto personale. Ma non è mai avvenuto nel vuoto. Le parole che usiamo, le informazioni che riceviamo, le immagini che vediamo e gli strumenti con cui cerchiamo di comprendere il mondo contribuiscono a plasmare il nostro pensiero. Oggi una parte crescente di questo processo passa attraverso ambienti digitali progettati, organizzati e governati da altri.

 

Social network, motori di ricerca e sistemi di intelligenza artificiale non sono semplici strumenti che utilizziamo solo quando ne abbiamo bisogno. Selezionano informazioni, stabiliscono priorità, catturano l’attenzione, raccolgono dati e mediano il nostro accesso alla conoscenza. Per questo la mente è diventata, in una misura nuova, contesa.

 

Non significa che siamo passivi di fronte alla tecnologia, né che ogni innovazione rappresenti una minaccia. Il punto non è scegliere fra entusiasmo e allarmismo, ma capire dove si trovi oggi il nostro margine di scelta e quali condizioni permettano di ampliarlo.

 

Da questa domanda prende forma un programma che attraversa territori apparentemente molto diversi: il rapporto quotidiano con videogiochi, social media e intelligenza artificiale; la Generazione Z e le sue forme di adattamento; qualità dell'informazione, disinformazione e contenuti autorevoli; piattaforme alternative e infrastrutture decentralizzate; modelli di IA aperti come Apertus; fino al quantum computing e alle trasformazioni che potrebbe introdurre negli anni a venire. Domande diverse, legate da uno stesso problema: chi controlla gli ambienti in cui pensiamo, comunichiamo e prendiamo decisioni?

 

In questo quadro, sovranità digitale significa conservare capacità di scelta. Per la Svizzera e per l’Europa vuol dire mantenere competenze e infrastrutture proprie, senza dipendere completamente da tecnologie e piattaforme governate altrove. L’autonomia delle persone e quella delle società diventano così due dimensioni dello stesso problema: è difficile essere pienamente liberi nell’uso degli strumenti se non abbiamo alcuna voce in capitolo sulle regole e sulle infrastrutture che li governano.

 

A trent’anni dalla nascita del Premio, il rapporto con il digitale è profondamente cambiato. Allora la rete e il computer rappresentavano soprattutto un territorio nuovo da esplorare. Oggi non dobbiamo più chiederci se il digitale cambierà la nostra vita: lo ha già fatto. Dobbiamo chiederci quale rapporto vogliamo costruire con ciò che abbiamo creato.

 

In questa prospettiva si inserisce anche CTRL+Cinema, la nuova esposizione dedicata al rapporto fra computer e immaginario cinematografico. Tornare alle macchine e ai futuri immaginati dal cinema permette di misurare la distanza fra ciò che temevamo, ciò che desideravamo e ciò che è realmente accaduto.

 

Dal 1° al 3 ottobre 2026, il Premio Möbius porta a Lugano studiosi, scrittori, ricercatori e protagonisti dell'innovazione per mettere queste prospettive a confronto. Non per offrire una risposta unica, ma per capire meglio quanto della nostra mente è oggi realmente nostro e quali strumenti abbiamo per mantenerla tale.

 

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