“Generazione Z” è un’etichetta che raccoglie esperienze, condizioni sociali e modi di vivere molto diversi. Eppure, nel discorso pubblico ritornano immagini insistenti: giovani fragili, ansiosi, disillusi, ripiegati negli spazi digitali e poco inclini a immaginare il futuro. Quanto descrivono davvero i ragazzi e quanto, invece, raccontano le inquietudini degli adulti?
Nel suo libro La fuga immobile. Lo strano caso della Generazione Z (Silvio Berlusconi Editore, 2025), Walter Siti assume queste immagini come punto di partenza per una riflessione provocatoria. La sua ipotesi è che chi è nato dentro il capitalismo digitale, la crisi climatica, la precarietà economica e le guerre non percepisca queste trasformazioni come una rottura: non ha conosciuto un mondo precedente con cui confrontarle.
La “fuga immobile” del titolo indica allora la tensione fra il disagio nei confronti del presente e la difficoltà di immaginare un’alternativa condivisa. Il ripiegamento nella dimensione privata, gli ambienti digitali e il desiderio di un altrove diventano, nella lettura di Siti, possibili forme di adattamento a una realtà che sembra non lasciare vie d’uscita.
In dialogo con Stefano Vassere, direttore delle Biblioteche cantonali, e Alessio Petralli, direttore della Fondazione Möbius, Siti mette in discussione immagini e luoghi comuni sul rapporto dei più giovani con la paura, il futuro e la possibilità del cambiamento. Ma la domanda rimane aperta: stiamo descrivendo una generazione oppure il modo in cui gli adulti hanno scelto di guardarla?
Giovedì 1° ottobre 2026, ore 18.00–19.30
Biblioteca cantonale di Lugano, Sala Tami
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