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La novità non cancella il passato

Armin Walpen
Dir. Armin Walpen
RTSI

  

Allocuzione del sig. Armin Walpen, Direttore Generale della SRG SSR idée suisse

La strategia multimediale della SRG SSR idée suisse

Pubblichiamo l’intervento di Armin Walpen, direttore generale della SRG SSR idée suisse, in occasione della seduta di chiusura del Premio Möbius Multimedia Città di Lugano, 4 maggio 2002.

Signore e Signori,

il Premio Möbius Multimedia Città di Lugano è dedicato alle più moderne tecniche di comunicazione, alle offerte multimediali, al mondo online. Io, invece, sto per usarne una vecchissima – il discorso - secondo una tradizione retorica che va avanti da secoli, risale agli antichi Greci, ai Romani. Ma quello che può sembrare un paradosso, in realtà non lo è: il sopraggiungere di una novità non cancella il passato. Anzi.

Faccio questa premessa per parlarvi della strategia online e della sua attuazione alla Società svizzera di radiotelevisione, la SRG SSR idée suisse.

La novità è rappresentata da tutte le innovazioni nel mondo della comunicazione che negli ultimi anni hanno vissuto un vero boom, alimentato gioie e speranze della New Economy, ma anche mandato in frantumi sogni e bilanci. Chi aveva “fatto i quattrini” li ha persi altrettanto rapidamente. Il fascino della novità e una certa isteria collettiva hanno lasciato il posto a una profonda delusione.

Oggi ho il piacere di constatare che alla SRG SSR idée suisse siamo riusciti a evitare gli investimenti sbagliati, a non perdere soldi con la New Economy. Siamo una radiotelevisione di servizio pubblico finanziata prevalentemente dal canone – cioè dal pubblico - e non vogliamo perdere il treno del progresso; ma siamo anche vincolati a una gestione oculata e prudente, lontana da avventure speculative. Questa strategia di follower si è rivelata pagante.

Ma quali sono allora le caratteristiche della nostra strategia online? Intanto, è bene distinguere tra core business, vale a dire il confezionare e proporre prodotti mediatici di taglio svizzero per un pubblico svizzero, e la nostra missione di contribuire alla presenza del nostro Paese nel mondo e curare le relazioni con gli Svizzeri all’estero.

Cominciamo dal core business. È chiaro che Internet rappresenta un mezzo ad altissimo valore aggiunto: possiamo sfruttare la Rete pragmaticamente per veicolare informazioni di approfondimento dei nostri programmi e “alleggerire” i medium classici come la radio e la televisione, possiamo utilizzare ulteriori canali per raggiungere chi è lontano o chi non vuole essere legato a orari, possiamo promuovere un consumo individuale dei programmi, offrire servizi alla clientela.

In questa prospettiva, tutte le nostre unità aziendali, vale a dire le emittenti regionali radio-tv, hanno il proprio sito. Il loro denominatore comune è la complementarità ai programmi, ma ovviamente con delle differenze: nella Svizzera tedesca, per esempio, la SF DRS insiste sulle relazioni con la clientela, sulle informazioni di servizio, mentre la Radio DRS punta sull’audio-on-demand e sui live-streams, o ancora sui subsites, per le singole reti. Nella Svizzera romanda, oltre alla complementarità con la TSR, Internet offre proposte innovative proprie; la Radio Suisse Romande, in piena trasformazione, offre più informazione e servizi. Nella Svizzera italiana siamo di fronte a un sito combinato tra radio (RSI) e TV (TSI) con prodotti multimediali propri, ma anche attualità e intrattenimento, esperimenti con il broadband-streaming. Infine, persino la più piccola regione linguistica del paese ha il suo sito, anch’esso bimediale e addirittura bilingue, in romancio e in tedesco.

L’online, per noi, non è un nuovo settore strategico-commerciale, una colonna portante che si affianca alla radio e alla televisione. Stiamo vivendo con il nostro tempo – come vedrete poi negli esempi – ma il passato non si cancella. Non stiamo rivoluzionando il nostro core business: lo stiamo semplicemente valorizzando.

Fino ad oggi, la nostra presenza all’estero è stata assicurata da reti radiofoniche in diverse lingue. Il vettore classico di distribuzione erano le onde corte, poi è arrivata la trasmissione via satellite. Qui Internet non ha una mera funzione complementare, ma è il medium che progressivamente sostituirà i primi due, diventerà quello principale per adempiere il nostro mandato di prestazione per l’estero. Ecco perché abbiamo creato www.swissinfo.org, il portale d’informazione plurilingue.

Questo sito propone contenuti svizzeri in nove lingue e nelle forme più diverse, cura una raccolta di link svizzeri e ovviamente permette di accedere ai nostri prodotti audiovisivi.

Swissinfo non è solo un prodotto, è anche il nome dell’unità aziendale che lo cura e che non si chiama più Radio Svizzera Internazionale. Da stazione radio l’abbiamo trasformata in webfactory che, oltre alle attività rivolte all’estero, funge da centro di competenza per tutta l’azienda SRG SSR fornendo servizi tecnologici nel mondo della multimedialità e dell’online. Penso per esempio all’hosting (i siti Internet delle altre unità aziendali sono “ospitati” dai server di swissinfo/SRI); penso alla creazione e alla gestione di un content-management-system; penso alla concezione e al design di siti Internet, all’allestimento di banche dati, ecc.

Arrivano le novità, ma il passato rimane. In confronto al nostro core business, le novità di swissinfo pesano di più. Abbiamo assistito alla metamorfosi, ancora in corso, di un’intera unità aziendale. Non abbiamo cambiato tutto, a cominciare dal Content, cioè un’offerta specificamente svizzera per l’estero. E dovremo mantenere a tutti i costi anche la qualità e l’attendibilità di questa offerta. Se penso alla forte motivazione di un personale che ha saputo riconvertirsi, credo che abbiamo tutte le garanzie per riuscirci.

Tra qualche istante i colleghi della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana vi illustreranno alcuni esempi della nostra offerta. Prima però vorrei fornirvi alcune cifre. Nel budget 2002 della SRG SSR, su 1 miliardo e mezzo di franchi di proventi, i costi netti cumulati di tutte le unità aziendali per la multimedialità e l’online ammontano a 29 milioni. Se si “detraggono” swissinfo e le spese della Direzione generale e delle unità centrali di servizio, i costi netti scendono a 12,5 milioni, ovvero all’1 percento dei proventi complessivi della SRG SSR – ovvero a una media di 2 milioni di franchi per unità aziendale.

A livello di organico, sulle 4’688 capacità di cui dispone l’azienda, le attività multimediali e online assorbono 120 posti. Anche qui, escludendo swissinfo e gli elementi centrali, stiamo parlando di una sessantina di posti o, in media, di 10 posti per ciascuna unità aziendale.

Stando alle statistiche, in Svizzera la SRG SSR è il mass media che registra il più alto numero di contatti online. Ma siamo ancora più forti nel core business, cioè leader di mercato sia della radio che della televisione e in tutte le regioni linguistiche.

Questi dati confermano la serietà con cui consideriamo i nuovi sviluppi, senza nulla togliere alla nostra missione tradizionale che permane e non va trascurata.

Forse a molti di voi il mio discorso potrà sembrare un po’ conservativo. Può darsi. Io preferisco definirlo “prudente-svizzero”, che non significa affatto retrogrado, come capirete tra poco dagli esempi del prof. Ratti.

Tornando ai Romani, “Verba volant, scripta manent“. Oggi le parole volano quando non sono memorizzate da un computer. Ecco perché ritroverete questo mio intervento sotto www.rtsi.ch e sull’Intranet della RTSI. E siccome “Verba docent, exempla trahunt“, la smetto di dare lezioni e cominciamo... con gli esempi!

04 maggio 2002


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