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Il premio Möbius: arbitro tra industria e UniversitàCi siamo mai domandati perché linformatica interessi a così tante persone? Vogliamo sapere tutto sulle ultime novità, indipendentemente dal loro impiego pratico. Siamo tutti tecnici, tutti ingegneri. La spiegazione è molto semplice e non va ricercata negli evidenti vantaggi che limpiego delle nuove tecnologie comporta. È piuttosto il senso di onnipotenza che lutilizzo del gadget elettronico più modesto ci infonde. Ci si sente forti perché le difficoltà e le leggi del mondo reale sono state sovvertite. I PC sono sempre più sofisticati e costano sempre meno. Internet ci fa volare, senza spendere un centesimo per la benzina. Siamo noi che scegliamo dove andare, così come decidiamo di quali strumenti circondarci. Il telefono cellulare che sa leggere la posta elettronica. Il PC portatile, quello palmare, anzi entrambi. Voglio, posso e compero. E il burattinaio, siamo sicuri che sopra luomo che compera non ci siano dei fili, invisibili,ma pur sempre dei fili? Come dire, siamo noi che scegliamo, oppure cè qualcuno che sceglie ciò che ci deve piacere? Queste considerazioni devono essere svolte, e forse il crollo dei titoli tecnologici in borsa, e linizio della disillusione legata ai telefoni di terza generazione, fatti intrinsecamente negativi, hanno generato una maggiore capacità di giudizio da parte del consumatore. Normalmente il ciclo vitale di un prodotto dipende dal progresso scientifico e da alcuni eventi esterni. Ad esempio, la ricerca biomedica sviluppa continuamente dei nuovi antibiotici (progresso) per contrastare le nuove popolazioni batteriche resistenti ai prodotti vecchi (fattori esterni ). Se si vuole, è un meccanismo dialettico che ha una sua moralità intrinseca, perché nessuno si sognerebbe di frenare lo sviluppo di un farmaco nuovo, né di immettere artificiosamente forme nuove di agenti patogeni per giustificare la vendita di nuovi, e costosi, antibiotici. Viceversa, le generazioni informatiche si fanno a tavolino, spinte da esigenze unicamente commerciali. Emblematico è il caso di Windows 2000, e dellomonimo programma Office, che si apprestano ad essere sostituiti con le versioni XP, senza che abbiano avuto una reale chance di raggiungere la piena maturità e la piena stabilità. È chiaro che vi sono allettanti funzionalità nuove, ma che saranno accompagnate da una minore stabilità e dallesigenza di dovere imparare di nuovo le stesse cose. Ma la vera «produttività», messa tra virgolette perché difficilmente misurabile, siamo sicuri che aumenti? Cè quindi il bisogno di una sorta di arbitro, di un grande metronomo che riporti dei criteri di ragionevolezza ad uno sviluppo caotico, che finisce spesso per nuocere a se stesso, come il citato crollo dei titoli ha dimostrato. Forse questo metronomo lo abbiamo davanti agli occhi, ed è dato dalle strutture universitarie. Cosa centrano le Università? Da secoli sono il grande motore del progresso scientifico delle materie pre informatiche, come la matematica, la fisica e la biologia. Sia chiaro, le grandi aziende si muovono, e investono pesantemente in ricerca, ma lordito di quanto viene tessuto fa sempre riferimento a quanto pubblichino le università. Questo non avviene per linformatica. La Silicon Valley non è un grande campus, è una grande macchina che produce hardware e software, e che influenza i campus di tutto il mondo. LUniversità non detta gli standard per le industrie, ma li recepisce. E questo è profondamente sbagliato e, alla lunga, il predomino dellindustria finirà per penalizzare soprattutto se stessa. Ed è per questo motivo che iniziative come il premio Möbius, che valuta in modo imparziale e commerciale il meglio della produzione multimediale sia on line che off line, sono importantissime. Sono il primo passo verso una direzione che, se seguita, sarà utile a tutti. Perché segna il predominio della cultura sul tecnicismo, e in ultima analisi, quello delluomo sulla macchina. di Davide Gai 27 aprile 2001
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