CULTURA - Convegni
Sabato all'Università di Lugano un incontro di riflessione su un argomento d'attualità.
Multimedialità, mercato e qualità
Nuove tecnologie e informazione: un dibattito promosso da «Möbius»
Un tempo, perché una nuova tecnologia di comunicazione raggiungesse i cinquanta milioni di utenti ci voleva una vita. Così il telefono per disporre di questa vera e propria massa critica dovette attendere ben settantaquattro anni. Meglio andò per la radio che raggiunse la sua quota in trentotto anni. A cascata scendono poi personal computer (sedici anni), televisione (tredici anni); ma soprattutto Internet, che aveva raggiunto la comunità critica entro i suoi primi quattro anni di vita. Crediamo sia adeguato stabilire gerarchie del genere anche per quanto concerne lo studio stesso delle nuove tecnologie. E così, secondo legge analoga (anche se qui non disponiamo dei dati precisi e la nostra è solo un'ipotesi), un tempo perché una nuova tecnologia fosse promossa a oggetto di analisi ci volevano molto anni; prima che qualcuno cominciasse ad accorgersi che questo o quest'altro nuovo mezzo di comunicazione (papiro, carta, caratteri mobili, telefono, televisione, cinema ecc.) dovesse cominciare ad essere considerato interessante passava molto tempo. Oggi verosimilmente ne passa molto meno; tant'è che su un mezzo recente, su una costellazione di mezzi, come il multimedia sembra già adeguato costruire interi corsi di laurea, intere facoltà, forse intere università.
Si inserisce perfettamente in queste tendenze un seminario che si è tenuto lo scorso sabato all'università di Lugano, organizzato dal «Premio Möbius Multimedia Città di Lugano» e dedicato a «L'industria della multimedialità in Europa: strategie di mercato e criteri di qualità». Il «Möbius» si caratterizza soprattutto per l'organizzazione del concorso per cd-rom e dvd-rom, che ha già una tradizione di qualche anno e cui quest'anno si è affiancata la rassegna dei siti Internet. Poi però il marchio vuole estendersi ad altre iniziative, di promozione e di dibattito sulle nuove tecnologie dell'informazione.
Nella giornata in questione erano presenti operatori di cinque realtà linguistiche e nazionali Francia, Germania, Italia, Spagna e Svizzera, occupati nell'editoria, nel commercio elettronico e nella ricerca accademica. Da contributi più teorici e legati a questioni quasi «filosofiche» dell'approccio ai nuovi media (come quella, ad esempio, di René Berger), lo spettro delle comunicazioni e delle discussioni ha toccato qui anche il terreno pratico degli operatori, in particolare degli editori. Di Eberhard Anger della tedesca Brockhaus colpisce per esempio il dato riguardante l'abbassamento dei prezzi della nota enciclopedia: se il supporto cartaceo garantiva un prodotto «ingombrante» e difficilmente aggiornabile anche per il suo costo elevato (seimila marchi con nuove edizioni ogni quindici anni), il cd-rom permette aggiornamenti continui (almeno biennali) e un prezzo più che accessibile (centocinquanta marchi). Ma non è solo una questione di prezzi e di accessibilità materiale e tecnica ai contenuti. Gli stessi contenuti sono soggetti a operazioni di messa in discussione e a «rimpasti» di vario tipo. Si va da apparentemente banali questioni di stile (uno stile proprio ed efficace le nuove tecnologie sembrano non averlo ancora trovato), alla ricerca di equilibri e calibrature del difficilissimo rapporto tra contenuti e mercato.
Qui varrà la pena soffermarsi su due brevi esempi. Il primo dimostra che il problema non è nuovissimo e riguarda proprio Denis Diderot che - il dato è stato ricordato più volte sabato - si preoccupò subito, nell'elaborazione della sua Enciclopedia, di questioni di mercato, elaborando al proposito una brochure. Il secondo riguarda la questione che la qualità delle opere letterarie sembra risultare relativa già in tecnologie precedenti: così, come ha notato il francese Norbert Paquel, le pubblicazioni di un premio nobel della letteratura non costano di più delle altre, semplicemente vendono di più, anche se la loro qualità è condivisa come nettamente superiore alla media. Altri temi hanno poi riguardato la messa in discussione della nozione di autore, quella di «opera chiusa», quella di diritto d'autore.
Una giornata interessante e piacevole quella organizzata sabato dal «Möbius»; e interessante e piacevole è anche l'idea del seminario, la cui organizzazione è stata, come sempre, presente e accurata. A primavera, poi, tornerà il concorso principale dei cd-rom e dei siti Internet.
Stefano Vassere
27 novembre 2000
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