La medicina e la storia dell'arte gli argomenti che suscitano il maggior interesse
Si è conclusa nella serata di sabato al Palazzo dei Congressi l'edizione 2000 del «Premio Möbius Multimedia Città di Lugano» la quarta per l'esattezza. Il pomeriggio finale della rassegna, oltre al completamento del concorso dei siti Internet, nelle sezioni «Cultura, arti e lettere», «Giochi e intrattenimento» e «Media nel web», ha accolto due conferenze «d'onore» (Remigio Ratti e Carlo Sartori), offerte al pubblico nel periodo di riunione della giuria cd-rom e prima della comunicazione dei premi.
Diremo subito dei premiati delle due rassegne parallele. Per i cd-rom vincono: L'abbazia di Santo Stefano (Eventi Progetti Speciali, Bologna) nella sezione culturale; Interactive Medicine. Le patologie reumatiche: l'artrosi (Mediserve Publishing Company Napoli) nella sezione dedicata a scienza, tecnica e medicina; Frontiere della vita (dell'Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma) nel settore di educazione e formazione permanente. Hanno ricevuto menzioni particolari altri tre prodotti: Architetture nel territorio. Canton Ticino 1970- 2000 della Tarmac Sa di Mendrisio, Omnia Medicina della De Agostini Multimedia di Milano e l'Atlante svizzero dell'Ufficio federale di topografia di Berna. Per i siti Internet vincono nelle varie sezioni, Web Scuola Imprenditorialità giovanile online, Museo della Scienza di Milano, Liber Liber Vitaminic.it, MTV Italia.
Il premio ha trovato, dopo i primi anni di rodaggio, una sua «velocità di crociera» ormai consolidata. Anche la forma delle presentazioni brevi, di quindici- venti minuti per prodotto con discussione aperta anche al pubblico, sembra essere stata fin dall'inizio una buona scelta. In genere il milieu abbastanza raccolto della manifestazione permette di vivere continuamente a stretto contatto con produttori, autori ed editori, incrementando ulteriormente le occasioni di scambio di osservazioni sulle tematiche in generale e sulle applicazioni in concorso in particolare. È uno dei vantaggi che si presentano nell'organizzare proprio a Lugano questa e altre occasioni di incontro.
Sui contenuti, varrà la pena mettere l'accento sull'aggregarsi di alcuni filoni di applicazione privilegiata delle due tecnologie presentate a Lugano. Innanzitutto la medicina e la coltura: sono cinque i cd-rom legati a contenuti medici; e la preselezione del «Premio» non ha certo avuto problemi nell'eleggere i prodotti nella sezione dedicata alla cultura. In quest'ultima sono in particolar modo le applicazioni di storia dell'arte ad approfittare in modo più efficace e produttivo della strumentistica messa a disposizione dal cd-rom. La visita all'abbazia di Santo Stefano di Bologna è in questo senso una vera e propria passeggiata virtuale all'interno della struttura architettonica. nello stile previsto da chi, all'inizio degli anni Novanta, immaginava, nel campo, applicazioni di questo genere. Cinque dei sei cd-rom della sezione culturale sono cd-rom di storia dell'arte o di architettura; il sesto è peraltro una intelligente e originale applicazione teatrale. Per le altre sezioni, vale certo la pena ricordare qui lo splendido prodotto dell'Ufficio federale di topografia, nel solco di un lavoro dalla qualità tradizionalmente riconosciuta anche al di fuori dell'ambito più strettamente tecnologico.
Per i siti web e per fermarci all'ambito culturale, sia il premiato Liber Liber che il Dizionario storico della ra mostrano sforzi notevoli nella messa a disposizione disinteressata dei propri materiali, attuando nei fatti il proposito dell'apertura della Rete e della necessita di mettere a disposizione democraticamente della comunità dei navigatori il proprio prodotto, nell'interesse di tutti e della promozione del sapere. Il Dizionario storico della Svizzera, totalmente e incondizionatamente libero alla consultazione e continuamente aggiornato nei contenuti, è poi, di fatto, l'unica opera di questo genere completamente trilingue.
Le conferenze di Remigio Ratti, direttore regionale della «Radiotelevisione della Svizzera italiana» e di Carlo Sartori segretario generale del «Prix Italia» (che ha da poco anche una sua sezione dedicata alI'Internet), sono state seguite da un pubblico folto e attento. In attesa dei «verdetti» della giuria, queste due comunicazioni hanno concesso un'occasione di riflessione su una sorta di «secondo livello» delle tecnologie viste all'opera, su strada, nelle due giornate luganesi.
Di Remigio Ratti sarà certamente utile salvare le osservazioni che riguardano il ruolo della «Televisione svizzera» come servizio pubblico e una certa sua messa in crisi dal rincorrersi del libero mercato televisivo. Proprio nel momento in cui si affacciano le applicazioni dell'Internet alla tv e si assiste alla contaminazione delle modalità di accesso e di produzione, I'importanza dei contenuti dovrà rivestire un ruolo determinante. Il mercato (per esempio quello pubblicitario) e il ricorso a nuove modalità tecnologiche dovranno ben presto fare i conti anche con un certo livellamento. Qui, a parità di mezzi, i giochi potranno anche decidersi sul piano della qualità di contenuti. Intanto i travasi del mercato pubblicitario cominciano a delineare loro scenari e loro spostamenti significativi.
Più «sociologica» e di analisi in prospettiva massmediologica stretta la conferenza di Carlo Sartori. Meriterebbe qui, come sempre, maggiore spazio di analisi e riflessione, e ci limiteremo a richiamarne un dato in relazione alla diffusione delle nuove tecnologie nel mondo. Una cifra di popolazione mondiale che si situa tra il 20 e il 25% del totale attende ancora di fare la sua prima telefonata (e forse, aggiungeremmo non la farà mai, perché nel frattempo, giungerà l'Internet).
L'appoggio tecnico dell'intera duegiorni si è rivelato ampiamente all'altezza; sono competenze valori che per così dire funzionano proprio quando meno si vedono. Notevole anche una sorta di coreografia che ha caratterizzato le varie sezioni del premio: la proiezione discreta e quasi cinematografica delle indicazioni degli sponsor, la musichetta che ha accompagnato la premiazione ecc. Anche la collocazione di curatori, presentatori e attrezzature sembra aver trovato soluzioni sicuramente adeguate. Sono, come detto, aspetti di cui di solito non ci si accorge quasi quando sono messi a punto adeguatamente; ma è su questo piano, anche, che si giocano le qualità e le professionalità di avvenimenti come questo. Qualità che forse non è improprio individuare come genuinamente legate a una sede, quella della Svizzera italiana e di Lugano in particolare, che offre garanzie di copertura sicuramente all'altezza.
Un unico aspetto che meriterebbe una presa in considerazione attenta già a partire dalla prossima edizione del «Premio» riguarda la messa a disposizione in un qualche modo dei prodotti. Se da un lato la comunicazione preventiva dei siti Internet in concorso può aver consentito a parte del pubblico una preparazione più attiva alle «dimostrazioni» dei responsabili dei prodotti, uno stesso discorso non può essere fatto per quello che riguarda i cd-rom. Bisognerà pensare a una messa a disposizione dei cd anche dopo la loro presentazione pubblica: la questione può porre qualche problema a livello organizzati vo, ma potrebbe rappresentare un ulteriore valore del concorso luganese. Ma è un problema certamente secondario: il «Premio Möbius Città di Lugano», da quest'anno veramente anche «Multimedia», è ormai un avvenimento maturo.
Tra l'altro l'aspirazione di Lugano di diventare (con la sua giovane Università, con rassegne di questo tipo e con altro) una sorta di «polo» delle tematiche legate alla comunicazione e alle sue tecnologie ne esce certamente e decisamente rafforzata. La prossima edizione del «Premio Möbius Multimedia Città di Lugano» si terrà il 4 e 5 maggio 2001, con il tradizionale concorso dei cd-rom e la «nuova» rassegna dei siti Internet come quest'anno.
Stefano Vassere
8 maggio 2000
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